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Romolo Romani, il precursore dell’astrattismo

Romolo Romani 2014
a cura di Paolo Bolpagni

Lo storico dell'arte Paolo Bolpagni, in un breve articolo, delinea le principali caratteristiche del precursore dell'astrattismo: Romolo Romani (Milano, 1884 - Brescia, 1916). Le opere di Romani sono improntate a un Simbolismo di matrice nordica e a modi secessionisti. Volti grotteschi, deformati da un segno forte e chiaroscurato, affiorano entro strutture rigorosamente geometriche e plastiche, che mostrano una certa affinità con la ricerca scultorea di Adolfo Wildt. Il giovane artista realizza dipinti e disegni di grande originalità, che sviluppano suggestioni esoterico-spiritualiste e fantasie psichico-oniriche su spunti di Edvard Munch e Odilon Redon. Per un verso Romani resta legato all’interesse per una figurazione dall’esasperata crudezza (che influenzerà Russolo), ma dall’altro lato, con quadri come Immagine e Prismi, produce alcuni dei più precoci esempi europei di pittura astrattista, alcuni anni prima di Kandinskij.

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