ARCHIVIO EVENTIEventi Futuri e Passati

Avanti della domenica

dal 18 luglio all'1 novembre 2009
Casa Galleria di Germana Cavalli

Una rivista illustrata all’alba delle avanguardie

La mostra

Prima mostra in assoluto dedicata all’“Avanti della Domenica”, si tratta dell’autentica riscoperta di una rivista degna di competere alla pari con le migliori espressioni della grafica europea d’inizio Novecento, da “Jugend” a “L’Assiette au Beurre”: insomma, l’affermazione di una via tipicamente italiana all’illustrazione periodica, tra Liberty e prime avanguardie.

Il percorso espositivo presenta una scelta di circa quaranta numeri originali dell’“Avanti della Domenica”, prestati dalla Fondazione Anna Kuliscioff di Milano, con le più belle e interessanti copertine apparse sul settimanale. La mostra si articola tra gli spazi suggestivi della galleria e l’elegante piano nobile del palazzo, arredato come accogliente interno domestico d’altri tempi. Tra i disegni esposti si segnalano anche quelli dei lunigianesi Carlo Fontana e Arturo Dazzi, in realtà più noti come scultori, ma qui nelle vesti di notevolissimi illustratori.

Le fotografie delle copertine dell’“Avanti della Domenica” sono di: Matteo Lonati

Video in mostra: Silvia Cascio, SCS Productions

Catalogo Mazzotta

La ricerca storica

L’“Avanti della Domenica”, uscito tra il gennaio del 1903 e il marzo del 1907, nacque quale supplemento culturale del quotidiano “Avanti!” in diretta concorrenza con la “Domenica del Corriere”, per poi rendersi autonomo e giungere a diventare, grazie alle sue innovazioni grafiche, contenutistiche e stilistiche, uno dei settimanali illustrati più importanti del primo decennio del Novecento.

Sulle pagine dell’“Avanti della Domenica” apparvero contributi di grandi esponenti della cultura del tempo come Margherita Sarfatti, Giovanni Cena, Edmondo De Amicis, Gabriele d’Annunzio. E soprattutto disegni originali e riproduzioni di opere di circa 170 artisti, alcuni allora giovanissimi, ma destinati a sfolgoranti carriere: per esempio, Umberto Boccioni, Gino Severini e Mario Sironi, che di lì a poco diverranno protagonisti del Futurismo, e poi di ulteriori importanti vicende dell’arte italiana. Così come non mancavano esponenti del miglior disegno satirico e caricaturale (Enrico Sacchetti, Filiberto Scarpelli, Gabriele Galantara), della grafica Liberty (Luigi Dal Monte Casoni, Giorgio Kienerk), del tardo Naturalismo (Vespasiano Bignami) e del Simbolismo (Domenico Baccarini). Tutti sotto la coraggiosa regia di Vittorio Piva, nominato direttore a ventotto anni.

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